mercoledì, novembre 23, 2016

Come chiudere la bocca ai fratelli Marcianò - Il fine segreto del Ministero della "Giustizia"



Molti di voi sono a conoscenza delle vere e proprie persecuzioni nei confronti dei fratelli Marcianò, perpetrate della Magistratura italiana telecomandata. Nello specifico, il sottoscritto ed il fratello sono stati sottoposti ad un numero incredibile di procedimenti per supposta diffamazione. Questi procedimenti dovrebbero essere circa una decina, ma per la verità abbiamo perso il conto. Le "parti offese", guarda caso, sono quegli stessi negazionisti che compiono atti persecutori sino dal 2006. Tra questi stalker si devono annoverare anche dipendenti dello Stato. Essi agiscono impunemente usando gli accessi alla Rete messi a disposizione proprio dal Ministero della "Giustizia" e dal Dicastero dell'Interno.

Come è possibile impedire ai Marcianò di divulgare attraverso i domini Web facenti capo a "Tanker enmy"? Tecnicamente è possibile, ma da un punto di vista giuridico non è all'apparenza così facile. E' stata, però, escogitata una risoluzione: condannare alla carcerazione (o a pene alternative) uno dei due fratelli. Di conseguenza, in modo contestuale, se ne interdice, tramite decreto di condanna, l'accesso alla Rete. Si vieta altresì al condannato qualsiasi contatto con l'esterno per un periodo che può arrivare o superare i 6 anni. Qualcuno di voi obietterà che ciò non è credibile, eppure è una minaccia reale e non è escluso che si concretizzerà entro il 2017.

Tra l'altro i fratelli Marcianò, a seguito della strana morte del loro legale di fiducia, l'avvocato Fabrizio Spigarelli, sono senza tutela alcuna. I legali d'ufficio sono lì per bellezza e bisogna pagarli comunque profumatamente! I processi potranno concludersi con altrettante condanne. Ricordiamo che in questo bel paese, ogni anno, ben centocinquantacinque (155) tra giornalisti e bloggers sono stati condannati per un totale di 150 anni di reclusione [ LINK ].

Era doveroso rendere noto quanto sin qui illustrato, perché, se un giorno non ci sentirete né vedrete più, capirete il motivo. Siamo in democrazia, no? E se non ti possono far fuori... si ricorre sempre a qualche metodo "legale" per metterti il bavaglio.


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martedì, novembre 01, 2016

La furia del Führer toscano



Avete notato Renzi nei suoi interventi in pubblico? Il suo eloquio inizia con accenti bassi, pacati, per poi scatenarsi, in un crescendo rossiniano, con toni di voce sempre più alti sino alle urla vere e proprie, mentre il suo gesticolare sembra quello di un invasato. Vi ricorda qualcuno? HITLER. La medesima tecnica comunicativa di Adolf Hitler. Renzi è un dittatore di scarso talento, ma è pur sempre un tiranno ed ha scientificamente studiato il modo di comunicare del Führer. Matteo Renzi è pericoloso, è "cattivo" come giustamente lo bolla Carlo Freccero.

Articolo correlato: Renzi in action, 2016




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mercoledì, ottobre 26, 2016

La Polizia postale ti spia su Facebook: ecco le prove!



Come molti di voi sapranno, ho scelto di abbandonare quella cloaca di Facebook, poiché il mio profilo (come il vostro) è sotto il controllo delle forze del (dis)ordine. Nella fattispecie, la Polizia postale ha facile accesso a tutte le vostre pagine e sulla mia (come sulla vostra) poteva leggere tutto quello che scrivevate in chat con i vostri contatti. Le informazioni raccolte venivano passate ai negazionisti di Stato come Federico De Massis alias Task Force Butler e ad altri agenti... o anche "troll". Con qualche facile battuta di rito i soliti ratti negano che quanto finora detto sia rispondente al vero, ma la verità è un'altra, come evidenziato dal link e dagli screenshot (LINK 1 - LINK 2). L'agente di turno inserisce i dati per la richiesta ed il sistema sblocca l'account che, per un'ora, è a disposizione dell'agente della Polizia postale, carabiniere o finanziere di turno. Intendete ancora restare su Facebook?


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mercoledì, ottobre 19, 2016

Con assoluta certezza Task Force Butler è Federico De Massis. Ecco le prove!



Task Force Butler, lo Stalker pagato dallo Stato (e protetto dalla Magistratura) con il compito di screditare i fratelli Marcianò, ha sempre negato di essere l'informatico di Pescara Federico De Massis, ma questo screenshot lo inchioda. Infatti, se si cerca l'IP statico "Telecom" (95.254.75.129) con cui opera il negazionista, si trova lo stesso gestionale in merito al quale il Nostro ha chiesto lumi nel forum del supporto tecnico: "Gazie". E con quale generalità "Task Force Butler", alias "federico66", scrive qui? Con quelle di Federico De Massis, ovviamente! Tra l'altro il 1966 è l'anno di nascita dello smilzo. Nonostante ciò i Pubblici ministeri archiviano sempre le denunce nei confronti del grissino pescarese, perché -asseriscono- non si è sicuri della sua identità. E noi ci crediamo...


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venerdì, ottobre 07, 2016

Il negazionista Angelo Mario Nigrelli sarà assolto



Il 24 ottobre prossimo venturo si terrà una delle ultime farsesche udienze che vedono come imputato Angelo Mario Nigrelli, diffamatore di professione. In realtà il rinvio giudizio del famoso tipografo di Sanremo, originario di Petralia Sottana (PA), in Sicilia, è puro fumo negli occhi, poiché sino dalla prima udienza si evidenziò subito come lo stesso Pubblico Ministero così come la Polizia postale ma pure il Giudice, Dottoressa Anna Bonsignorio, mirassero ad una sua assoluzione, negando l'evidenza delle oggettive e schiaccianti prove a suo carico. Il paradosso di questo finto processo diviene evidente quando vediamo lo stesso Nigrelli testimone per la parte civile nel processo per "diffamazione" a carico di Rosario Marcianò [1] con Nigrelli definito "attendibile" dal Giudice Dottor Domenico Varalli. Il Dottor Varalli è lo stesso togato che si è inventato la "recidiva con reiterazione" (così riportò anche il Tribunale di Lanciano) per Marcianò, nonostante questa non sussista e per il semplice fatto che in tal modo si potrà infliggere a chi scrive una condanna più pesante. Per questo ed altri motivi il Dottor Varalli è stato ricusato e denunciato al CSM. [2]



Comunque sia il processo a carico di Angelo Nigrelli prese una cattiva piega per le parti offese nel momento in cui l'avvocato Fabrizio Spigarelli improvvisamente decedette, in circostanze quanto meno misteriose. Infatti alla precedente udienza la parte offesa (Antonio e Rosario Marcianò), essendo rimasta improvvisamente senza legale di fiducia, dovette rinunciare a costituirsi parte civile e non fu nelle condizioni di agire nei modi previsti dalla legge per tutelare i propri interessi. Così colui che, ancora adesso, ingiuria un giorno sì e l'altro pure chi scrive ed il fratello, vede sgomberata la strada, grazie anche al favore del Pubblico ministero che, invece, avrebbe dovuto avere il ruolo di accusa.



Nel procedimento a carico di Marcianò la tesi della parte civile ed anche dell'accusa consiste nell'individuare Angelo Nigrelli come l'utente Wasp, così da scagionare il figlio Enrico e poter condannare quindi Marcianò per il reato di "diffamazione". Invece, nel processo a carico di Angelo Nigrelli, la tesi della sua difesa ma anche, paradossalmente, della pubblica accusa è negare che esistono prove certe che identifichino "Wasp" ed Angelo Nigrelli come lo stesso individuo. "Giustizia" schizofrenica? No. Semplicemente "Giustizia" furba e sbilanciata.

Qualcuno di voi sapeva che Nigrelli è imputato per diffamazione? Nessuno, presumo, visto che i media di regime (vedi anche il locale portale Sanremonews) hanno sempre diligentemente riportato le veline passate dalla disinformazione, accusando Marcianò di ogni nefandezza, con l'evidente obiettivo di screditare.

In definitiva... Angelo Nigrelli sarà assolto e Marcianò sarà condannato. Dalle parti del Ministero della Giustizia e sulle pagine della disinformazione di Stato si festeggerà per il lieto evento, ma ci rivedremo a Filippi...

[1] Rosario Marcianò fu rinviato a giudizio dalla Procura di Imperia, nel 2011, per aver espresso il seguente giudizio sul figlio di Angelo Nigrelli (Enrico): "dozzinale".

[2] - Recidiva - L’articolo 99 c.p. prende in considerazione una delle circostanze legate alla persona del colpevole. La norma prevede la cd. recidiva ovvero il fatto che il reo “dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, ne commette un altro […]”. Per la recidiva, il Codice prevede un aumento della pena in quanto tale circostanza evidenzia un possibile nesso con concetto di capacità a delinquere (art. 133 c.p.).

- Reiterata (art. 99 quarto comma c.p.) quando il nuovo reato è commesso da chi è già recidivo. In questi casi, l’Ordinamento prevede l’applicazione di un aumento della pena fino alla metà, se si tratta di recidiva semplice o fino a due terzi, se si tratta di recidiva aggravata specifica o infraquienquennale e da uno a due terzi, se commesso durante o dopo l’esecuzione della pena o nel tempo in cui il condannato si è sottratto volontariamente alla giustizia.

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lunedì, settembre 26, 2016

Mark Zuckerberg nell'età barocca?



Mark Elliott Zuckerberg (White plains, Stato di New York, 1984-?) è, come è arcinoto, uno dei cinque fondatori di Facebook.

Filippo IV d'Asburgo, (Valladolid, 1605 – Madrid, 1665), fu re di Spagna dal 1621 fino alla morte, sovrano dei Paesi Bassi spagnoli nonché re del Portogallo e di Algarve come Filippo III fino al 1640. E' il sovrano menzionato nei "Promessi sposi".

La somiglianza fenotipica tra i due è impressionante, dando adito a numerose ipotesi e considerazioni su cui sorvoliamo, perché le immagini sono quanto mai eloquenti.


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sabato, settembre 24, 2016

Carte false in Procura



Pare che i Giudici giochino in modo sleale: con lo scopo di infliggere condanne le più pesanti possibili, si inventano la recidiva nei confronti di Rosario Marcianò. Ciò appunto per applicare la pena massima legata alla reiterazione di un delitto. Il fatto è che non è mai stata pronunciata alcuna sentenza di condanna! Nemmeno di primo grado e quindi non sussiste alcuna recidiva! E' allora? E' tutto chiaro: i verdetti sono già scritti. A questo punto vale la pena presenziare alle udienze? No. Questi emuli di Torquemada non meritano né attenzione né tempo.


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